In Etiopia per un viaggio nella storia dell’Italia coloniale

06/11/2007 - - di: turista

Addis Abeba, la capitale dell’Etiopia, conserva uno spirito tutto particolare. Quello della breve colonizzazione italiana. La prima traccia per ripercorrere quella storia che un po’ ci appartiene è l’edificio che una volta era la casa del fascio: oggi accoglie il “Castelli”, il miglior ristorante italiano della città, dove si viene accolti dal simpatico Carletto, il proprietario, che non manca mai intrattenere i propri ospiti con un’allegra chiacchierata. L’altra grande testimonianza della presenza coloniale è la villa che ospita la residenza dell’Ambasciatore italiano, accanto alla quale ci sono ancora le gabbie, oggi vuote, che ospitavano i leoni del vicerè.

In città, merita una visita l’area di Merkato, il più grande mercato all’aperto del continente: spezie, tessuti e oggetti di ogni tipo vengono vendute in bancarelle miserabili. Purtroppo, infatti, la città è ancora tra le più povere del mondo.

Per avere un primo assaggio dell’Etiopia vera si può trascorrere una giornata tra i boschi di eucalipti della collina di Entoto, con la possibilità di incappare in qualche scimmia. A Entoto c’è anche la chiesa ortodossa più antica della città. A base ottagonale, come tutte quelle del Paese.

Chi vuole assaggiare le specialità locali (injera –pane di tef, il cereale più diffuso in Etiopia-; doro wat –pollo piccante-; shiro –crema di lenticchie) può fermarsi al ristorante Fasika. L’albergo storico della città è invece l’Hilton, progettato da una famiglia di italiani e ispirato alla forma delle chiese scolpite nella roccia di Lalibela, località nel nord del Paese. Non sono poi da trascurare i benefici delle acque termali: esse furono infatti la ragione per cui la regina Taitu chiese di mantenere la capitale dell’impero nella città.

Infine, Addis Abeba ha anche una discreta vita notturna. Si possono trascorrere piacevoli serate nelle Azmani bet, dove si suona musica tradizionale e si può essere presi in giro dai cantastorie, oppure ci si può fermare a sorseggiare una birra in uno dei locali più moderni frequentati sia da etiopi che da espatriati, come la Milkhouse, o ancora fare quattro salti nella lussuosa discoteca Gas light, dentro l’hotel Sheraton.

Ripreso da Panorama


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)

Sponsored link

Città

Itinerari enogastronomici

Itinerari speciali

Ultimi commenti

I miei links preferiti

Post collaboratori

Partecipa ai forum

Tag

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us